Fiorella Miriam Fruscio

Dopo un corso di laurea in economia e commercio, ha scelto di seguire la propria vocazione
artistica, intraprendendo un percorso nelle arti performative tra musica e teatro.
È anche in virtù di questo cammino che riscopre una vecchia passione: la fotografia.
Per lei fotografare è un gesto necessario, un istinto guidato da un impulso, talvolta audace, che
regala lo stesso entusiasmo euforico ed un po’stordito del boccascena, dove il corpo si affida
all’istante.
La relazione con l’apparecchio fotografico hai insegnato a Fiorella Fruscio che, nel tempo di
preparazione dello scatto, tutto ciò che è esterno si dissolve: non esiste tempo lineare, né distrazioni,
né interferenze ma solo l’urgenza di cogliere l’immagine in cui l’intuizione prende forma.
Ha perfezionato la propria formazione presso l’Istituto Italiano di Fotografia. Ha partecipato a
mostre e progetti fotografici, collaborato con accademie di arte e spettacolo ed alcuni suoi lavori
sono stati pubblicati.
La sua ricerca nasce dall’idea che la fotografia non sia soltanto rappresentazione, ma un atto capace
di rendere tangibili i ricordi ed immutabile il tempo. Un modo per fissare, trasformare e restituire
l’esperienza dando forma visibile alla memoria.