{"id":10146,"date":"2018-10-10T16:01:57","date_gmt":"2018-10-10T14:01:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vacanzafotografica.it\/?p=10146"},"modified":"2018-10-10T16:01:57","modified_gmt":"2018-10-10T14:01:57","slug":"purgatorio-juve-intervista-a-marco-garofalo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitalcameraschool.it\/home\/purgatorio-juve-intervista-a-marco-garofalo\/","title":{"rendered":"Purgatorio Juve: intervista a Marco Garofalo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una piacevole e lunga chiacchierata con <a href=\"http:\/\/www.marcogarofalo.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Marco Garofalo<\/a> riguardo il suo ultimo libro, &#8220;Purgatorio Juve&#8221;. Si parla di fotografia ma anche di esperienze vissute, di incontri a volte fortuiti a volte programmati, di momenti intensi sia positivi che negativi. A breve ci sar\u00e0 anche l&#8217;inaugurazione della mostra: gioved\u00ec 25 ottobre alle 18.00 presso le Officine Fotografiche (Milano).<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column css_animation=&#8221;none&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Come hai deciso di intraprendere questo progetto e quando hai capito che poteva diventare tale?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Era un fine estate del 2006 ed ero in macchina. Da l\u00ec a una settimana ci sarebbe stata la prima partita di quel campionato, Rimini-Juventus. Io mi trovavo in sud Italia e ne parlavano alla radio in maniera gi\u00e0 epica: \u201cla prima partita del torneo del Purgatorio della Juventus che, punita, scende nei gironi della serie B\u201d. In effetti la prima trasferta la perdo. Tra l\u2019altro finisce 1 a 1: un <strong>inizio abbastanza tragico<\/strong> per una Juventus stellare. Ricordiamoci che l&#8217;estate prima l&#8217;Italia aveva vinto i Mondiali. <strong>Met\u00e0 nazionale italiana<\/strong> era della Juve e anche met\u00e0 squadra della Francia. Lo stesso Moggi in un&#8217;intervista disse che la finale dei Mondiali era Juventus A contro Juventus B.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La trasferta successiva era a Crotone. All&#8217;inizio la mia idea era quella di fare qualche trasferta nelle citt\u00e0 di provincia e facendo tre o quattro partite. Io in quegli anni <strong>ero un fotografo di Grazia Neri<\/strong> e quindi riuscivo molto facilmente ad avere il pass per andare a bordo campo. Avevo individuato tre o quattro partite in citt\u00e0 dove ho delle amicizie: pensavo di andare a trovare delle persone e, gi\u00e0 che c\u2019ero, fare quattro foto. La prima \u00e8 per l&#8217;appunto Crotone Juve e io sono di Crotone. Chiamo mio padre gli dico <strong>\u201cvengo gi\u00f9 a trovarti\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Vado a vedere la partita ma in quell&#8217;occasione ci sono gi\u00e0 i primi sintomi di un anno che avrei trascorso per intero nel Purgatorio. Il primo fra tutti \u00e8 che a Crotone sbloccano il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>bilancio comunale per rifare le strade perch\u00e9 arrivava la Juve e questa cosa mi ha fatto capire che stava succedendo qualcosa di straordinario. Altro grande indizio:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per la prima volta nella storia della tifoseria organizzata la polizia, che di solito fa cordone davanti agli stadi, fa <strong>cordone davanti all&#8217;ospedale di Crotone<\/strong> che \u00e8 costruito di fianco allo stadio. Poich\u00e9 i biglietti chiaramente erano tutti esauriti, la gente pensava bene di <strong>occupare l&#8217;ospedale<\/strong> per andare a vedere la partita dalle finestre. Quel giorno c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;epidemia a Crotone. Non solo: i medici si erano fatti cambiare il turno. Tra l&#8217;altro forse si vedeva meglio l\u00ec che non da bordo campo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Inizialmente il titolo di questo lavoro doveva essere \u201cl\u2019Italia di serie B\u201d perch\u00e9 <strong>volevo porre l&#8217;accento sulla grande provincia italiana<\/strong> che era ben rappresentata dalle squadre di calcio. Non se ne parlava mai ma quell&#8217;anno, i giornali, primo fra tutti la Gazzetta dello Sport,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>parlavano di Serie B e riempivano le pagine. L\u00ec decido che avrei passato tutto l&#8217;anno cos\u00ec perch\u00e9 c\u2019era qualcosa di grosso che bolliva in pentola. Era anni che cercavo anche <strong>un lavoro italiano<\/strong> perch\u00e9 lavoro molto in Africa e all&#8217;estero.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Eppure mi mancava un bel lavoro da fare in Italia (non a Milano, per la quale lavoro anche molto). Cercavo <strong>una rappresentazione popolare<\/strong> dal nostro paese. Il calcio e la Juventus mi hanno dato il pretesto giusto.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;10933&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInRight&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"mceTemp\"><span style=\"text-align: justify;\">Hai parlato di un&#8217;illuminazione e di un conseguente cambio di titolo e, immagino, di taglio. Dove hai avuto questa illuminazione?<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-10199\" src=\"http:\/\/www.vacanzafotografica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/purgatorio.jpg\" alt=\"Il Purgatorio dantesco.\" width=\"77\" height=\"108\" \/>L\u2019illuminazione l\u2019ho avuta a Bologna. <strong>Mi son trovato davanti il Purgatorio di Dante<\/strong>. Se tu hai in mente l&#8217;immagine del Purgatorio dantesco (qui a sinistra in piccolo), lo stadio del Bologna in quel momento era uguale: si entrava al buio, con quella poca illuminazione, con gli ultr\u00e0 che non facevano entrare le persone perch\u00e9 erano in contestazione e sono entrati poi, a partita iniziata. Si dice che il Paradiso abbia una porticina piccolina, il Purgatorio una porta un po&#8217; media mentre l\u2019inferno un ingresso enorme.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;10936&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInLeft&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Avuta l\u2019illuminazione hai cambiato il modo di fotografare? I riferimenti religiosi che si incontrano nel libro li hai catturati grazie a questa illuminazione oppure li avresti fotografati ugualmente e usati nel libro?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Probabilmente li avrei visti ma non avrei dato loro tutta quell\u2019importanza. \u00c8 evidente che nel momento in cui decido di <strong>creare un accostamento tra fede calcistica e fede religiosa<\/strong> (cosa che non mi invento, ovviamente, ma che esiste gi\u00e0) ecco che tutto assume una luce diversa. \u00a0Quando mi sono trovato nella Curva Ferrovia dello Spezia (dove tra l\u2019altro ho preso le botte, come a Trieste), un finto prete si aggirava nella curva\/trincea, quasi come in guerra. In realt\u00e0 <strong>stava dando l\u2019estrema unzione alla Juventus<\/strong>. Ecco vedere questo prete mi ha davvero colpito. Come la croce all\u2019ingresso nel campo da gioco, ai molti calciatori che prima di entrare in campo si fanno il segno della croce. E le curve, spesso intestate a ultr\u00e0 morti che diventano <strong>martiri<\/strong>. E lo stadio non \u00e8 poi un tempio dove gli juventini ma tutti quanti fanno dei pellegrinaggi? Ecco che fede calcistica e fede religiosa tutto d\u2019un tratto quasi coincidono.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;10934&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInRight&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Hai citato prima Trieste. Mi viene in mente quando nel libro parli dell&#8217;estrema destra che distribuiva dei volantini fuori dallo stadio. Ho pensato alla foto che hai realizzato a San Sabba. Hai mai percepito il fatto che per i tifosi la presenza della Juve nella loro citt\u00e0 fosse un palcoscenico, un momento e un luogo utili per fare \u201cpropaganda\u201d o comunque per mostrarsi al mondo e soprattutto all\u2019Italia?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Partiamo da Trieste: mi ha colpito e fatto anche molto male vedere delle persone di estrema destra volantinare fuori dallo stadio a 200 metri di distanza dalla risiera di San Sabba. \u00c8 evidente che se uno ha un minimo di sensibilit\u00e0 per le tragedie dell\u2019umanit\u00e0, a prescindere dalla formazione politica, non pu\u00f2 rimanere indifferente. In generale <strong>tutti hanno approfittato della presenza della Juventus per mettersi in mostra<\/strong>, a diversi livelli. Uno dei livelli pi\u00f9 importanti e che mi interessava era quello delle tifoserie. Prima ancora c\u2019\u00e8 quello della citt\u00e0. A Crotone hanno rifatto le strade e c\u2019era la banda. In altre citt\u00e0 hanno bloccato il traffico, lo stadio veniva abbellito, ripulito e sistemato. Dove possibile hanno aggiunto delle tribune.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Parlo pi\u00f9 di posti come Frosinone, Pescara\u2026non di Napoli e Genova, con stadi meravigliosi in citt\u00e0 bellissime e conosciute. Mi riferisco alle citt\u00e0 di provincia.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Livello numero due: <strong>le tifoserie<\/strong>. Gli ultr\u00e0 principalmente ne approfittano per dimostrare quanto possono essere in grado di mettere in difficolt\u00e0 o comunque di competere con le tifoserie ben pi\u00f9 organizzate di serie A (quella della Juventus). Le coreografie si sprecano quell&#8217;anno: ne fanno di meravigliose, non solamente a sostegno della propria squadra ma anche <strong>contro la Juve<\/strong>. A Genova neanche nella curva degli Ultras ma nella fossa dei <em>figgi d\u00f6 Zena<\/em> (la tribuna centrale) espongono questo striscione enorme con scritto <strong>\u201cin nome del popolo italiano vi dichiariamo ladri e colpevoli\u201d<\/strong>. Fuori dallo stadio se ne trovavano di \u201carriva la Rubentus\u201d, \u201cMoggi mi hai rubato l&#8217;anima\u201d, ma mi ha colpito il meccanismo per cui <strong>la tifoseria diventava giudice ed emetteva il verdetto<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Alle presentazioni devo dire che questo libro non \u00e8 n\u00e9 a favore n\u00e9 contro la Juventus. Questo \u00e8 un libro di <strong>cronaca romantica<\/strong>, se volete epica, di quell&#8217;anno. Se dentro trovate lo striscione \u201cRubentus\u201d non ve la prendete. Se trovate lo striscione tenuto da un bambino con scritto \u201c<strong>Juve vafanculo<\/strong>\u201d con una \u201cf\u201d sola, non ve la prendete. Di fianco e quelli ci sono la passione e l&#8217;amore incondizionato per la Juventus. Le persone che non avevano mai visto la Juventus (non parlo solamente di bambini ma anche di adulti) hanno fatto carte false per entrare negli stadi e andare a vedere i loro beniamini. \u00c8 stato <strong>un anno veramente di passione pura<\/strong>. Devo dire che gli juventini hanno capito il taglio un po&#8217; ironico, un po&#8217; epico e un po&#8217; grottesco di quell&#8217;anno.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;10935&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInLeft&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il momento dove ti sei sentito quasi impotente o in pericolo e il momento che ricordi con pi\u00f9 piacere?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Di ricordi piacevoli devo dire che ne ho diversi. Da fotografo devo dire che molti ricordi sono quelli in cui associo una fotografia ben riuscita. \u00c8 un po&#8217; come nei film, dopo il sesso ti accendi la sigaretta. A volte quando faccio una bella fotografia e dico \u201cwow, ho la foto\u201d <strong>mi accendo una sigaretta<\/strong>. Sono poche queste volte. Un esempio \u00e8 il calcio d&#8217;angolo a Frosinone di Del Piero.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 sia un po&#8217; storta, con un taglio che non segue una linea ben precisa, <strong>contiene tutto quello che cercavo quell&#8217;anno<\/strong>. Cercavo la stella del calcio internazionale Alex Del Piero che batte il calcio d&#8217;angolo in uno stadio che potrebbe essere quello dell&#8217;oratorio. Si notano i fotografi impazziti con il teleobiettivi (io avevo i grandangoli e molti fotografi mi hanno preso in giro, quell\u2019anno, a bordo campo) e tutta la gente che guarda dai balconi e dai tetti dei palazzi costruiti intorno allo stadio.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Bei ricordi sono legati anche agli incontri con le persone, ai racconti e che sono finiti dentro le cronache. La fotografia di Elvis e Platini, una delle mie preferite, l\u2019ho scattata durante Pescara-Juve. Ero a Chieti, in realt\u00e0. Come ti dicevo quell&#8217;anno me lo sono anche un po&#8217; prodotto in economia. Ho degli amici fotografi a Chieti e mi hanno ospitato. La mattina del giorno della partita mi sveglio, scendo per andare a Pescara e sento a poche decine di metri della musica venir fuori da un garage, uno di quelli vecchio stile. <strong>Elvis Presley<\/strong>. Mentre mi avvicino noto che sulla porta del garage aperta c&#8217;erano due immagini. Uno era riconoscibile perch\u00e9 era la facciona di Elvis e l\u2019altro era un giocatore di calcio. Nella mia mente dicevo \u201cfai che sia un giocatore della Juve\u201d. <strong>Era Michel Platini<\/strong>. Entro e vedo questo vecchietto che era l\u00ec che trafficava con le sue cose. Attacco bottone, una delle armi pi\u00f9 importanti in fotografia. Mi bevo un bicchiere di vino con lui e chiedo per quale motivo avesse attaccato queste due immagini. Mi dice che sono i suoi due miti. Tutto a un tratto entro nella \u201cnella caverna\u201d e <strong>ho a che fare con la mitologia<\/strong>: due icone della mitologia che lui ha unito nella porta del suo garage. Sigaretta accesa (ride, NdR).<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Invece momenti in cui mi sono trovato in difficolt\u00e0 sono state le due volte dove sono stato malmenato, nella cura della Triestina e dello Spezia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Sebbene io avessi il permesso del capo della curva (non puoi entrare con la macchina fotografica in una curva di ultr\u00e0. Le poche volte che non ho avuto il permesso me la sono gestita diversamente), a Trieste e a La Spezia alcuni non lo sapevano. Ubriachi e fatti mi hanno malmenato e preso a spintoni. L\u00ec me la sono vista un po\u2019 brutta. A Trieste, per esempio, <strong>mi hanno menato in due<\/strong>. Ho gridato. Il capo della curva mi ha sentito, \u00e8 sceso e ha menato loro. Io addirittura mi sono messo in mezzo per difenderli. Probabilmente li stava menando perch\u00e9 erano ubriachi, non per quello che avevano fatto a me.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Devo comunque dire che nelle curve, in particolare quelle di serie B, <strong>i codici d&#8217;onore e di vita ultr\u00e0 sono ancora ben delineati<\/strong>. Forse per il fatto che le curve sono piccole, sono sempre piuttosto ben organizzate e si conoscono tutti per cui ci tengono affinch\u00e9 le cose filino lisce.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;10929&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInRight&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Tolta la tua, nel libro sono presenti tre prefazioni molto diverse tra di loro: la prima di Ezio Greggio l&#8217;ho trovata calda e da tifoso sanguigno: arriva a offendere la serie B e alcuni ordini lavorativi. Quella di Sandro Veronesi, razionale e positivista. Poi c\u2019\u00e8 la terza di Mario Desiati, autobiografica e romanzata che si basa anche sui ricordi. All\u2019interno del libro riesci a ricondurre delle foto alla prima, alla seconda e alla terza prefazione?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Per la prima ho in mente questa foto. Siamo a Napoli siamo nella Curva B e io sono in mezzo agli ultras del Napoli e Fedayn. La curva A mi aveva molto candidamente detto \u201c<strong>qua tu non ci stai<\/strong>\u201d. La curva B \u00e8 comunque abbastanza tosta. Sono persone con un carattere forte individualmente, in gruppo lo sono ancora di pi\u00f9. Vengo messo in contatto con Enzo Busiello che \u00e8 il capo degli ultras Napoli. Ci diamo appuntamento a Napoli arrivo in stazione e al telefono chiedo \u201ccome mi riconoscete?\u201d. Mi risponde dicendomi \u201cnon ti preoccupare: sento l&#8217;odore dei milanesi\u201d. Effettivamente mi riconosco: erano in quattro. Mi metto in mezzo al sedile di dietro e a un certo punto mentre ci avviamo verso la sede del club uno di loro si gira verso di me mi dice \u201cio non ero d&#8217;accordo a farti entrare in curva per\u00f2 Enzo \u00e8 il capo ed Enzo decide. Enzo ha detto di s\u00ec per cui mi va bene ma se hai intenzione di fare un libro alla Saviano ti vengo a prendere a casa\u201d. Questa \u00e8 stata la premessa. Da quel momento, di tensione, <strong>non credo di essermi sentito pi\u00f9 protetto come nella curva del Napoli<\/strong>. Mi portavano a mangiare, a bere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Siamo andati poi a fare il giro nei Bassi a trovare tutti i capi ultras diffidati, agli arresti domiciliari. In curva nessuno mi ha torto un capello. Nel gol dell&#8217;1 a 0 mi pare la curva del Napoli \u00e8 esplosa, come si pu\u00f2 vedere nella foto. Qui si pone <strong>il problema del fotogiornalista coinvolto<\/strong>: devi decidere se interagire\/festeggiare o fotografare. L\u00ec c\u2019\u00e8 un\u2019esplosione che ti entra nel corpo, ti fa vibrare tutto. Ti viene una pelle d\u2019oca \u201ccos\u00ec\u201d. Te la vuoi anche un po\u2019 godere quell\u2019emozione. Noi cerchiamo le emozioni: un po\u2019 da vivere personalmente, un po\u2019 da buttare dentro le fotografie. L\u00ec ero talmente buttato a destra e a sinistra che chiaramente sono venute mosse ma perfette (sorride).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;10937&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInLeft&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Sandro Veronesi<\/strong> \u00e8 un grandissimo narratore ed \u00e8 anche il ghostwriter di Del Piero. Scrive molti libri per la Juventus ed \u00e8 uno juventino super appassionato. Quando ha visto alcune mie foto mi ha voluto conoscere: abbiamo fatto tre ore nel suo studio e <strong>voleva sapere tutto di quell\u2019anno<\/strong>. I racconti, i particolari, gli aneddoti. Nella sua prefazione, troppo lusinghiera secondo me nei miei confronti,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>coglie in profondit\u00e0 l\u2019anima del tifo e anche del mio lavoro non inteso come lavoro di Marco Garofalo della Juventus ma proprio del nostro lavoro, cio\u00e8 quello di mettere, come dice lui,\u00a0<strong>\u201cil pollice nella minestra\u201d<\/strong>: di sporcarti, di scottarti, di avere un punto di vista da dentro, pur mantenendo quella distanza e quella freddezza che fa la differenza.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sono andato alle partire perch\u00e9 volevo fare le foto, pur sapendo che avrei conosciuto un mondo per me sconosciuto (che non mi piaceva nemmeno), decidendo di <strong>calarmi completamente in quella realt\u00e0<\/strong>, con tutti i rischi e i privilegi annessi. Una foto da accostare al testo di Veronesi pu\u00f2 essere questa fatta ad Arezzo, quando hanno praticamente vinto il campionato di serie B con tre giornate di anticipo: rappresenta un po\u2019 il gruppo e lo spirito della squadra. Un abbraccio quasi infantile che pu\u00f2 richiamare la figura del \u201cpollice nella minestra\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Magari qui colpisco la sensibilit\u00e0 degli appassionati di calcio, ma questi giocano a pallone. Calciano un pallone e sono miliardari. Sono sicuramente personaggi privilegiati e che hanno e mantengono quest&#8217;<strong>animo un po&#8217; infantile<\/strong>, fanciullesco, del giocare e dell\u2019abbracciarsi quando uno fa gol. \u00c8 bellissimo ed emozionante. Questi undici rappresentano un giocattolo e parlare di quel giocattolo con certe persone significa parlare di <strong>qualcosa di estremamente prezioso<\/strong>, cosa che traspare anche nel testo di Veronesi.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;10928&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInRight&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La terza \u00e8 di Mario Desiati che a dir la verit\u00e0 non ho ancora conosciuto di persona. L\u2019editore voleva inserire nel libro una parte un po&#8217; narrativa perch\u00e9 Milieu fa molti libri di narrativa. Serviva uno scrittore che si calasse un po&#8217; meno nelle cronache calcistiche e un po&#8217; pi\u00f9 nella narrazione familiare di quell&#8217;anno. Mario Desiati lo fa con questo testo molto lungo e molto bello secondo me, autobiografico. Parla, da pugliese, di un amore incondizionato verso una squadra di calcio, tanto da litigare con i parenti che non tifano per quella squadra. Forse la foto di Elvis e Platini potrebbe essere quella pi\u00f9 simile, dato che \u00e8 la foto meno calcistica del libro.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Do per scontato che hai avuto potere decisionale su quasi tutta la fase di edizione. Perch\u00e9 hai scelto questo formato? Questo libro al suo ritmo: ci sono 20 partite, quindi 20 capitoli, 20 cronache. All&#8217;interno di ogni capitolo hai cercato un equilibrio?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La scelta delle fotografie \u00e8 principalmente la mia, anche se poi ho rimaneggiato gli archivi tante volte insieme a Giovanna (Calvenzi) che Raffaella e altre persone come l&#8217;editore, per avere <strong>uno sguardo esterno<\/strong>, oggettivo sulle fotografie stesse. I motivi per cui noi fotografi scegliamo le foto sono diversi rispetto a quelli di giornalisti, scrittori o altre persone. Noi siamo troppo emotivi scegliamo delle fotografie che ci ricordano l\u2019emozione vissuta mentre scattavamo, probabilmente. In maniera fredda e un po&#8217; professionale \u00e8 ovvio che dobbiamo fare i calcoli anche legati pi\u00f9 allo storytelling (questa parolaccia).<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Considerando che questo \u00e8 un lavoro lungo un anno diventa delicato: devi stare attento a degli equilibri. Devi raccontare <strong>l&#8217;emozione della partita<\/strong>, l\u2019emozione <strong>dei tifosi<\/strong> e <strong>della citt\u00e0<\/strong> che ospita la partita, la curiosit\u00e0. All&#8217;inizio di ogni capitolo c&#8217;\u00e8 sempre una fotografia di apertura curiosa o che racconta l&#8217;emozione o l&#8217;ingenuit\u00e0 della provincia. Ci sono poi delle fotografie che si prestano di pi\u00f9 ad essere messe in <strong>doppia pagina<\/strong>, per dare loro un respiro e una <strong>visibilit\u00e0 maggiore<\/strong>. Altre foto che invece non sono cos\u00ec importanti a livello fotografico ma lo diventano a livello di racconto quindi le ho messe in dimensioni pi\u00f9 contenute.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;10941&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;bounceInLeft&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nel libro spesso ci sono dei dittici. Mi viene in mente quello con la mascotte e il frate. A volte pensi, involontariamente o anche volontariamente, di aver giudicato le persone che avevi davanti? Ho citato questo dittico perch\u00e9 lo trovo molto dissacrante.<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In questo dittico siamo a Lecce. Questo \u00e8 un vero frate, famoso per essere anche un ultr\u00e0, e qui c&#8217;\u00e8 la mascotte della squadra. Ho cercato in maniera pi\u00f9 o meno forzata o pi\u00f9 o meno visionaria di <strong>accostare sacro e profano<\/strong>. Sai, questa \u00e8 una mascotte che indossa un costume. Anche il frate indossa un costume (il saio che rappresenta la fede, la preghiera, la povert\u00e0). Sono entrambi costumi, delle <strong>maschere<\/strong>. Tutti e due hanno un elemento che riporta al Lecce.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Chi guarda le fotografie vede un po\u2019 quello che vuole. La verit\u00e0, per me che ho scattato in quel momento, \u00e8 fatta dalla realt\u00e0 e dal mio punto di vista. Quando tu guardi questa fotografia sei <strong>dentro la tua realt\u00e0<\/strong>, quindi c0\u00e8 il tuo punto di vista e quindi la verit\u00e0 cambia. Ognuno vede quello che vuole in base alla propria esperienza, alla propria cultura personale e fotografica. Io ho un mio concetto di fede un po&#8217; personale che prescinde chiaramente dal costume: con questo dittico <strong>ho voluto crea un corto circuito<\/strong>. Un po&#8217; tutto il libro si basa su questo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Voglio sfogliare il libro avendo una colonna sonora: quale?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">In qualche maniera mi \u00e8 facile rispondere perch\u00e9 nel <strong>primo editing<\/strong> che avevo fatto di questo lavoro, qualche mese dopo la fine del campionato, avevo fatto un piccolo video di presentazione da mandare in giro e come colonna sonora avevo messo una canzone degli <strong>A Perfect Circle<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vFw9fHN6Bhc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Passive<\/a>. Un po\u2019 perch\u00e9 \u00e8 bella rock, epica, un po\u2019 perch\u00e9 parla del \u201cperfect enemy\u201d. <strong>La Juventus \u00e8 stata un perfect enemy, quell\u2019anno.<\/strong> Mi piace perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un prologo, di attesa, e una parte pi\u00f9 pestata e forte. (Qui sotto, invece, il booktrailer ufficiale).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;bounceIn&#8221;]<\/p>\n<div style=\"padding: 56.25% 0 0 0; position: relative;\"><iframe style=\"position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%;\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/246992933?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><script src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/api\/player.js\"><\/script>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Questo lavoro prender\u00e0 altre forme di pubblicazione diverse dal libro?<\/h3>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Finalmente il 25 ottobre ci sar\u00e0 la prima mostra presso Officine Fotografiche Milano (sotto, l&#8217;invito). Seguiranno probabilmente altre tappe come Roma, Urbino, Lodi (stay tuned, NdR).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;10993&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_rounded&#8221; css_animation=&#8221;bounceInLeft&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Una piacevole e lunga chiacchierata con Marco Garofalo riguardo il suo ultimo libro, &#8220;Purgatorio Juve&#8221;. 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